AVVENTO 2022 + Paralipomeni

  • 26/11/2022
  • Don Gabriele

AVVENTO 2022

Ritorna l'avvento, ancora una volta, e la prima cosa che ci dice è che c'è un futuro, un domani che si deve compiere, una meta che ci viene incontro e verso la quale noi camminiamo. Nell'inno Benedictus, che preghiamo ogni giorno alle lodi, si dice cosi: "E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade". Andare innanzi al Signore non nel senso che lo si precede e il Signore ti segue alle spalle, ma nel senso di procedere dinanzi al volto del Signore che ti viene incontro. L'Avvento è questo unico e duplice dinamismo. Unico perché è lo stesso evento, duplice perché i soggetti sono due, cioè tu e il Signore che vi venite incontro (senza dimenticare che è anche l’intera comunità che va incontro al Signore). 1) Questo incedere l'uno verso l'altro riguarda il processo della storia che giunge al suo compimento: noi e il creato intero stiamo andando verso la fine (che poi è “il fine”) di questo modo di essere al mondo e il Signore, venendo verso di noi, porrà termine, quando apparirà sulle nubi del cielo, alla storia umana e inaugurerà i cieli nuovi e la terra nuova. 2) Nello stesso tempo, questo reciproco venirsi incontro si realizza nella fede, che è la relazione con Dio, e nei sacramenti, nei quali Dio davvero ci raggiunge (pensiamo all'Eucaristia con la Santa Comunione! Anche fisicamente, quando facciamo la Comunione, il nostro volto è dinanzi al volto di Gesù e viceversa). 3) Inoltre, questo reciproco venirsi incontro si realizza ogni volta in cui incontriamo il nostro fratello o la nostra sorella. L'Avvento è questo incontro di volti. Entriamo con questo spirito in questo nuovo Avvento. Preghiamo a vicenda gli uni per gli altri, gareggiamo nello stimarci a vicenda, non siamo pigri nello zelo ma ferventi nello spirito. Buon Avvento!

Il vostro parroco

Don Gabriele

Paralipomeni

* Se uno dei due conviventi o sposati solo civilmente non asseconda il desiderio dell’altra parte di sposarsi in chiesa espone se stesso e l’altra parte ad una situazione grave dal punto di vista morale.

* Confesso l’amara delusione nei confronti di coloro che si sono sposati in chiesa e non partecipano alla Messa domenicale. Senza l’incontro con il Signore attraverso i sacramenti della fede non si riesce a restare all’altezza di una vita così impegnativa come è quella matrimoniale.

* Resto stupito ogni volta che si lascia un impegno parrocchiale senza prima essersi confrontati con il Parroco: si smette di fare il catechista o il ministrante, si smette di partecipare ad un gruppo, si entra e si esce tranquillamente, facendo della propria insindacabile volontà l’unico criterio della scelta. Non è così che si fa. Essere comunità significa anche vivere le responsabilità, esse comportano la fatica del confronto prima di prendere una decisione.

Don Gabriele

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