RIPRESA DELL’ANNO PASTORALE E CATECHISTICO: INVITO ALLA CORRESPONSABILITA’

  • 02/10/2021
  • Don Gabriele

RIPRESA DELL’ANNO PASTORALE E CATECHISTICO: INVITO ALLA CORRESPONSABILITA’

Cari fedeli, è tempo di ripresa! Cogliamone innanzi tutto l’opportunità. La difficile esperienza del passato, che ci tiene ancora vigili, ha lasciato strascichi di malessere, malavoglia, disimpegno un po’ su tutti i fronti. La “ripresa” rappresenta quindi un invito a non lasciarci condizionare, perché una vita “trascinata” ci fa perdere smalto a tutti i livelli. Ripresa, quindi, uguale a opportunità. Ripresa significa anche coinvolgimento: evitiamo di “stare a guardare”, mettiamoci del nostro, mettiamoci un po’ di passione. Lo dico innanzi tutto ai genitori, che sono chiamati a portare avanti la grazia e l’impegno che si sono assunti a favore dell’educazione cristiana dei loro figli il giorno del battesimo. Vivete la bella responsabilità di essere i primi educatori alla fede dei vostri figli: con la partecipazione abituale alla Messa domenicale, favorendo al massimo la partecipazione dei vostri figli alla catechesi e agli altri momenti preparati per loro dalla parrocchia, vivendo il Vangelo in famiglia come testimoni di un dono e non con il malumore di chi si accolla un impegno in più. Quando i vostri figli saranno grandi non vi ringrazieranno perché li avete accontentati in ogni modo, favorendo la loro fragilità, ma perché avrete offerto loro dei “punti fermi”, che sono come i “pilastri” di un’esistenza. Togliete dalla vita di un bambino o di un ragazzo il riferimento a Dio e lo sostituirà con qualche idolo (hanno diversi nomi). E gli idoli “succhiano” la vita. Non c’è bisogno di allegare esempi. E’ tempo di ripresa anche per tutti gli operatori pastorali: scuotiamoci di dosso la pigrizia. Ringrazio di cuore a nome della comunità e mio personale tutti coloro che vivono il loro servizio alla parrocchia con senso di corresponsabilità. Dicevo qualche giorno fa ai catechisti, ma vale per tutti: vivere la corresponsabilità è molto diverso dal dare il tempo “residuo”, quello che mi avanza, dopo tutto il resto, alla vita della parrocchia. Sarebbe bello che tutti i battezzati della nostra parrocchia si coinvolgessero con passione. La vitalità di ogni comunità dipende dall’apporto di tutti. Proprio a questo mira l’Assemblea Parrocchiale che terremo domenica 31 ottobre. La corresponsabilità rappresenta poi un scuola di grande umiltà e anche di capacità di “assorbire” ciò che di primo acchito non ci piace. Si fa prima a sbattere la porta e ad andarsene – giustificandosi in mille modi – che sottomettersi al “sacrificio della concordia”. Bisogna sapere perdonare le offese, non pagare l’irritazione con l’irritazione, attendere i segni di una nuova apertura, capire i caratteri, avere di mira il bene di tutti, sopportare la prese di posizione piccate, le durezze di chi non vuol tornare sui propri passi, non lasciarsi condizionare da chi sorride con aria di laica superiorità sul nostro impegno. La vita in parrocchia è una scuola di crescita in umanità, un lungo “catecumenato” di pazienza. Una comunità serena e riconciliata al suo interno è naturalmente evangelizzate. Perché questo è il motivo per cui una parrocchia esiste: la lode di Dio, e l’annuncio del Vangelo, facendosi carico delle povertà e delle fragilità. Buon anno pastorale a tutti!

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