VERSO LA COSTITUZIONE DELLA COMUNITA’ PASTORALE DI CASTIGLIONE, TERRANOVA, BERTONICO, TURANO E MELEGNANELLO

  • 06/07/2024
  • Don Gabriele

VERSO LA COSTITUZIONE DELLA COMUNITA’ PASTORALE DI CASTIGLIONE, TERRANOVA, BERTONICO, TURANO E MELEGNANELLO

Cari fedeli, come avete sentito o saputo nello scorso fine settimana, il sottoscritto è stato nominato parroco anche di Bertonico, Turano e Melegnanello. La decisione del Vescovo è orientata a dare impulso alla costituzione della Comunità Pastorale, comprendente le cinque parrocchie in questione, nella sua forma tipica, come, cioè, descritta dal XIV Sinodo Diocesano. Nella costituzione 176 possiamo infatti leggere: “La comunità pastorale è un raggruppamento di più parrocchie (di solito di una città o di un comune con almeno due parrocchie o anche di un’area omogenea comprendente parrocchie distribuite in più comuni) che hanno una cura pastorale unitaria e sono chiamate a un cammino comune e coordinato. E la costituzione 168 precisa che le Comunità Pastorali sono “strutturate con il riferimento a un unico parroco e la condivisione sinodale tra gli organismi parrocchiali”. La scelta delle Comunità Pastorali è stata suggerita chiaramente dalla diminuzione e dell’invecchiamento del clero diocesano, tuttavia, nello stesso tempo, consente di portare allo scoperto e di vivere alcune dimensioni intrinseche all’essere Chiesa, che il Concilio il successivo Magistero ha messo in luce (tra queste, il ruolo e la responsabilità dei laici). E non c’è da meravigliarsi che sia stata un’emergenza – quale appunto la scarsità del clero – a spingerci in questa direzione. Tutti gli istituti di natura ecclesiale (tranne quelli ovviamente di diritto divino) sono sorti “per necessità”, o meglio per una necessità: quella di evangelizzare. Pensiamo, per esempio, alla nascita delle parrocchie: in un primo tempo il fulcro della vita religiosa era rappresentato dalle chiese vescovili nelle città. In seguito, nelle campagne si formarono centri pastorali, diretti da sacerdoti inviati dal vescovo, i quali costituirono le parrocchie. Lo sforzo che stiamo facendo, quindi, si inscrive in quel cammino di adattamento storico che nella Chiesa è sempre in atto. Si deve quindi tenere in debito conto che la creazione delle Comunità Pastorali non è una strategia fine a se stessa. Anch’essa è originata e motivata dalla missionarietà o evangelizzazione. Questo è il criterio principale che ci deve muovere. L’altro criterio che presiede al rapporto tra Comunità Pastorali e Parrocchie è quello sociale della sussidiarietà di cui ci serviamo qui in senso analogico. Nella cost. 171 del Sinodo XIV leggiamo infatti: - la collaborazione nelle sue diverse forme non dovrà costituire una omologazione o una dissoluzione delle realtà più piccole in quelle più grandi; - per cui sarà importante definire cosa garantire in ogni singola realtà della Comunità Pastorale e cosa fare insieme, privilegiando non sempre il centro più popoloso, ma al contrario offrendo un segno di apprezzabile attenzione anche alle comunità parrocchiali più piccole; - perciò sarà necessario partire in questo percorso da un vero coinvolgimento degli organismi rappresentativi di partecipazione e poi di tutti i fedeli, evitando bruschi cambiamenti; - non limitarsi ad assommare quanto già si sta facendo nelle singole comunità che ne faranno parte, ma reimpostare le attività e modulare i tempi per strutturare la collaborazione.

Il vostro parroco

Don Gabriele

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