UN MONDO NUOVO

  • 16/04/2022
  • Don Gabriele

UN MONDO NUOVO

Cari fratelli e sorelle, un mondo nuovo sembra un’utopia, tempestati come siamo da immagini di morte, di distruzione e di cattiveria. Ma questa mattina, lunedì santo, mi accingo a scrivere questo notiziario, che vi raggiungerà per la Pasqua, dopo aver meditato il brano che la liturgia assegna a questo giorno. Si tratta del gesto compiuto da Maria, la sorella di Marta e di Lazzaro: lei e i suoi fratelli avevano preparato una cena per Gesù quando mancavano sei giorni alla Pasqua, quella degli ebrei, che Gesù avrebbe portato a compimento donandole un contenuto inedito. Era una cena d’addio. E Gesù ormai lo sapeva. Forse Maria, Marta e Lazzaro no. Ebbene, Maria, prende del nardo, un profumo che si ottiene dalle radici di una pianta che cresce ad altitudini elevate in India, che ha la caratteristica di sprigionare un aroma che difficilmente svanisce, e con esso cosparge i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli. E la casa, dice il vangelo, si riempì del profumo di quell’unguento. E non si tratta di una semplice annotazione, quanto piuttosto della descrizione dell’effetto di quel gesto di amore: la fragranza della gratuità, della tenerezza e del dono per sua natura si diffonde … Qualche giorno dopo a Gesù toccherà di entrare nei giorni della passione fatti di odio, di sofferenza, di dileggio, di offesa, di rifiuto … Ma quel profumo tenace, il profumo che si sprigiona da quel gesto di amore si sentirà ancora e Gesù lo porta con sé e lo aspira mentre intorno a lui l’odio e le sofferenze montano in maniera esponenziale fino a farlo morire. Con addosso quel profumo Gesù sarà sepolto. E la mattina di Pasqua risorgerà glorioso con addosso ancora quel profumo, frutto del gesto di amore di quella donna. Pensavo: ma quanti gesti di amore, simili a quello compiuto da Maria sono presenti nel mondo! Quanti gesti di amore gratuito! Pensiamo a quelli di una madre, di un padre, di una sposa, di uno sposo. Pensiamo a quelli di tanti consacrati e consacrate, di tanti volontari e volontarie (al tempo della pandemia e adesso della guerra in Ucraina). Quanti gesti di amore! Se mettiamo sui piatti della bilancia tutto il male (terribile, insensato, gratuito) che c’è nel mondo e dall’altra tutto il bene frutto di innumerevoli e sconosciuti gesti di amore, il piatto della bilancia si abbassa da questa parte. Il bene è infinitamente più grande del male. Ogni gesto di amore gratuito fatto a qualcun altro si unisce al gesto che quella donna, Maria la sorella di Lazzaro, compie su Gesù, perché Egli dice che qualunque cosa abbiamo fatto ad uno dei suoi fratelli più piccoli l’abbiamo fatto a Lui. Il Signore Gesù, che risorge glorioso la mattina di Pasqua con addosso ancora quel profumo che neppure la passione e la morte hanno estinto, inaugura un mondo nuovo dove la novità, quel che davvero vale sono i gesti di amore, di condivisione, di compassione, di servizio. Sì, la risurrezione di Cristo è la permanenza dell’amore che è infinitamente più grande e più estesa di ogni sofferenza causata dalla cattiveria degli uomini. Neppure la morte, anche quella violenta dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che cadono sotto le bombe, è indifferente rispetto a questa novità, perché l’amore è più forte della morte, per cui là dove noi non possiamo più nulla, Lui, Cristo, può unire a sé i morti e trascinarli nella regione della risurrezione. Ma noi, che siamo ancora qui, siamo chiamati da Lui a rinnovare tutti i possibili gesti di amore, perché la novità del mondo nuovo, già iniziato, si estenda sempre di più. Buona Pasqua, miei cari fratelli e mie care sorelle, nella luce del mondo nuovo, che dipende anche da noi!

don Gabriele

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