A QUANTI SVOLGONO IL MINISTERO DI LETTORE (in occasione della Domenica della Parola)

  • 30/01/2021
  • Don Gabriele

A QUANTI SVOLGONO IL MINISTERO DI LETTORE

Castiglione d’Adda, 24 gennaio 2021

Domenica della Parola

Cari fratelli e sorelle,

Da parecchio tempo avevo in animo di inviarvi questa lettera, la celebrazione della “Domenica della Parola”, indetta dal Papa, mi ha dato lo sprone necessario per scriverla.

Voglio innanzi tutto ringraziarvi per questo ministero che svolgete a favore della Comunità Parrocchiale, che può comportare qualche sacrificio, quando si tratta, per esempio, di assecondare i “turni” che vengono stabiliti per un servizio ordinato.

1. Il ministero di lettore in una comunità ha a che fare, prima di tutto, con la fede personale. E’ necessario, infatti, che mentre annunziate agli altri la Parola di Dio, sappiate accoglierla in voi stessi con piena docilità allo Spirito Santo. Ciò avviene attraverso la meditazione di questa Parola, allo scopo di ottenere una conoscenza sempre più viva e penetrante. In questo processo, molto vi può essere di aiuto lo studio personale della Parola, attraverso sussidi che potete chiedere al Parroco o potete procurarvi da voi stessi. Anche l’ascolto attento della predicazione, la partecipazione alla Lectio Divina, alla Scuola di Preghiera, alla catechesi e ai Centri di Ascolto della Parola nelle case (quando sarà possibile riprenderli), possono aiutarvi in questo approfondimento. A maggior ragione, l’iscrizione e la frequentazione dei corsi esso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Sant’Agostino di Crema, Cremona, Lodi, Pavia e Vigevano (con sede a Crema) rappresentano itinerari appropriati per quanti non sono impediti dall’età o da altri motivi.

2. Il ministero che svolgete alla Comunità come lettori vi mette al servizio della fede dei vostri fratelli e delle vostre sorelle: la fede, infatti, come dice la Scrittura, nasce dell’ascolto. Da ciò promano alcune considerazioni di carattere pratico che voglio condividere con voi.

La prima. Occorre capire ciò che si legge. E’ necessario, perciò, ogni volta che ci si accosta all’ambone per proclamare la Parola, averla letta da soli in precedenza Ci sono, infatti, testi semplici, ma anche testi complessi, come, per esempio, alcune lettere di S. Paolo, in cui le proposizioni coordinate devono essere ben intese, per poter essere rese in modo comprensibile nella lettura. Se alcune cose non si capiscono, conviene, prima di leggere, chiedere al sacerdote.

La seconda. Occorre rispettare i generi letterari. Un conto sono i libri storici, un altro sono quelli profetici; un altro ancora sono gli Atti degli Apostoli e un altro le lettere del Nuovo Testamento. Questi testi non possono essere letti tutti allo stesso modo: una cosa, infatti, è la narrazione storica, un’altra la riflessione sapienziale o teologica di alcuni testi, un’altra la composizione poetica. A tal proposito, un discorso particolare riguarda la proclamazione del salmo responsoriale: si tratta di una composizione poetica, non può essere letta con lo stesso tono delle altre letture (ciò non significa che occorra dargli un enfasi fuori luogo). Inoltre, il lettore non deve mai ripete con i fedeli il ritornello del salmo (lo stesso vale per la risposta alla preghiera dei fedeli).

La terza. Occorre prendere padronanza e usare adeguatamente gli strumenti tecnici. Alludo all’utilizzo corretto del microfono. Esso deve essere posizionato in modo tale che l’assemblea possa ascoltare con frutto ciò che viene proclamato. Una volta posizionati dinanzi al microfono, adattandolo alla propria altezza, ci si dovrà “ascoltare” per capire se il suono è adeguato affinché i fedeli possono capire ed intendere: per cui ci si avvicinerà o ci si allontanerà a seconda di come il suono della nostra voce ci verrà restituito dall’ascolto. Inoltre: un conto è leggere in chiesa parrocchiale, in cui il nuovo impianto microfonico riproduce molto bene la nostra voce, un altro è leggere nelle altre chiese, dove l’impianto è un po’ datato. Occorre dunque regolare l’altezza e quindi avvicinarsi o allontanarsi in modo tale che i fedeli ascoltino la Parola nella sua interezza.

3. Per ultimo, ma non certamente dal punto di vista dell’importanza, è la testimonianza che chi è chiamato dal ministero di lettore deve esprimere con la propria vita. Qui si entra nello spazio del rapporto della propria coscienza con Dio: ognuno, perciò, verifichi se stesso. L’importante è che ci si renda conto che quando ci si accosta a leggere la Parola di Dio la vita non deve essere in dissonanza. Riporto qui la preghiera che il sacerdote recita prima di leggere il Vangelo: “Purifica il mio cuore e le mie labbra, Dio onnipotente, perché io possa degnamente annunciare il tuo Santo Vangelo”. Credo che valga anche per quanti svolgono il ministero di lettore. Ognuno, perciò, potrebbe recitarla nel proprio cuore, adattandola, prima di salire all’ambone per proclamare il testo sacro.

Cari fratelli e sorelle, permettete che ancora una volta esprima – anche a nome della Comunità – l’apprezzamento, l’incoraggiamento e il ringraziamento per il vostro servizio: esso sia per la maggior gloria di Dio e la salvezza dei fratelli.

Con affetto

il vostro parroco

don Gabriele

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