Mese mariano: un cammino di fede e di bellezza

  • 01/05/2026
  • Don Alberto

Immersi nel profumo della primavera e nella gioia del tempo pasquale, ci apprestiamo a vivere questo tempo dedicato a Maria, la Madre di Gesù. La celebre e bellissima antifona mariana che accompagna questo tempo pasquale e ci aiuta a vivere bene l’imminente mese di maggio e pasquale: dalla croce, massimo segno dell’amore gratuito del Signore, al dono dello Spirito, vento e fuoco che ci spinge ad essere testimoni gioiosi e credibili del Risorto nel mondo di oggi.

Le giornate si allungano e la natura rifiorisce, questo ci ricorda che nella vita spirituale c’è sempre spazio per ricominciare e ripartire, per far crescere il bene e per riscoprire la bellezza della condivisione della fede.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II cosi afferma: “la Beata Vergine è venerata con il titolo di Madre di Dio e i fedeli si rifugiano sotto la sua protezione, implorandola in tutti i loro pericoli e le loro necessità. […] Tutti i fedeli effondano insistenti preghiere alla Madre di Dio e Madre degli uomini, perché dopo aver assistito con le sue preghiere la chiesa nascente, anche ora, esaltata in cielo sopra tutti i beati e gli angeli, nella comunione dei Santi interceda presso il figlio suo”.

Il mese mariano rappresenta un invito a vivere un percorso di crescita spirituale, riscoprendo la figura di Maria come madre e modello nel nostro cammino di fede. Allora affidarsi a Maria è scoprirla vicina, compagna di viaggio, sorella nel cammino. Avviandoci con lei per le strade della vita apprendiamo come essere con lei e come lei discepoli missionari sulle strade del mondo e sui sentieri della storia donando la gioia di Cristo a coloro che incontriamo.

Siamo invitati a rinnovare la nostra fiducia nel Signore e a camminare insieme come comunità.

Vi lascio una preghiera di don Tonino Bello: “Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell’ intimo del cuore. A capire, cioè, come hai saputo fare tu le irruzioni di Dio nella nostra vita. Facci comprendere che Dio, se ci guasta i progetti, non ci rovina la festa. E una volta che l’avremo accolto nel cuore, anche il nostro corpo brillerà della sua luce”.

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