Il cammino della fede
Il cammino è ciò che accompagna ogni trasformazione, ogni cambiamento, ogni apertura al nuovo. È un invito a mettersi in gioco, a lasciare il noto per abbracciare ciò che viene, con fiducia e speranza. È una parola che, nella sua semplicità, racchiude tutta la complessità del nostro vivere. Siamo costantemente immersi in cammini differenti: tra età della vita, tra emozioni, tra stagioni interiori ed esteriori, tra relazioni che nascono e altre che si trasformano o finiscono. Ogni giorno siamo chiamati a camminare: tra scelte e incontri.
Pensando alla nostra esistenza, mi viene in mente che vivere è attraversare: attraversare luoghi, tempi, cuori, porte, anime. Ogni cammino lascia un segno, ci cambia. Taluni sono silenziosi, quasi impercettibili; altri sono faticosi, talvolta dolorosi; altri ancora sono colmi di gioia, come una vetta raggiunta dopo tanta salita. Come non pensare, ad esempio, ai cammini che ci hanno segnato in quest’ultimo periodo: il cammino della Chiesa che ci chiede di metterci in ascolto gli uni degli altri; l’intreccio unitario dei cammini delle nostre comunità parrocchiali che formano la Comunità Pastorale, che richiedono pazienza e fiducia. Se scendiamo più in profondità, troviamo quei cammini interiori che ciascuno vive: scelte di vita, conversioni, perdoni, nascite, lutti.
In tutto questo, non siamo soli. La fede ci ricorda che il nostro non è mai un cammino individuale, ma è sempre un cammino comunitario, anche quando siamo chiamati a effettuare delle scelte personali. Siamo popolo in cammino, pellegrini nel tempo, accompagnati dalla Grazia e dalla presenza silenziosa di Dio che si fa vicino, spesso proprio nei passaggi più ardui.
Tra qualche settimana festeggeremo la festa dell’Annunciazione, del “sì” che ha cambiato la storia. Maria conosce bene il mistero del camminare nella fede. Lei, donna del cammino, ha vissuto i cammini della gioia e quelli della prova: dalla casa di Nazaret alla fuga in Egitto, dalle nozze di Cana, alla croce: dal silenzio del Sabato Santo alla gioia della Risurrezione.
A Lei, la Madre del cielo e nostra, donna del Cammino, vogliamo affidare i cammini di fede della nostra comunità e della Comunità Pastorale e quelli personali, prendo in prestito le parole di don Tonino Bello: «O Madre, donaci, ti preghiamo, il gusto della vita. Facci assaporare l’ebbrezza delle cose. Offri risposte materne alle domande di significato circa il nostro interminabile andare. E se sotto i nostri pneumatici violenti, come un tempo sotto i tuoi piedi nudi, non spuntano più i fiori, fa’ che rallentiamo almeno le nostre frenetiche corse per goderne il profumo e ammirarne la bellezza. Santa Maria, «segno di sicura speranza e di consolazione per il peregrinante popolo di Dio», facci capire come, più che sulle mappe della geografia, dobbiamo scorgere sulle tavole della storia la presenza di Dio. È su questi itinerari che crescerà la nostra fede».