Conversione a colori - I parte
Quante volte da adulti dobbiamo dire, suggerire, insegnare e non di rado raccomandare con autorevolezza ai ragazzi, ai figli, agli alunni, cosa fare. Non ci vuole una coscienza severa, ma solamente autentica per riconoscere che siamo noi i primi destinatari di ciò che chiediamo agli altri, altrimenti è vano addirittura lo sforzo di essere dei bravi comunicatori di buone azioni. A me stesso, perciò, rivolgo una domanda elementare come ai piccoli: cosa sarà per me la CONVERSIONE che la lunga Quaresima mi indica in tanti segni, preghiere ed esortazioni, verso la Pasqua?
Facciamo un esercizio linguistico, grammaticale, lessicale, e soprattutto concreto e insieme profondo. Andiamo a capire tutto ciò che è la conversione, Lasciamo che lo Spirito, artista pittore, ci consegni il significato, il colore della nostra conversione quaresimale e, con tenerezza, mettiamoci accanto a quello degli altri, senza faglielo pesare, ma pensando soltanto che anche il colore della nostra conversione, il mattino di Pasqua formerà, con i fratelli, un arcobaleno di vita nuova.
Nel cammino la conversione è: tornare indietro, è cambiare rotta, è raddrizzare l’andatura, è accelerare o rallentare, cambiare passo, è invertire il senso di marcia, è tenere la strada, è bilanciare gli equilibri, non sbandare distratti, rispettare le distanze… insomma una buona revisione di guida e magari un bel ripasso della patente per la vita. Cerchiamo una guida!