RINVIGORITA DALL’INCONTRO COL SUO SIGNORE, LA PARROCCHIA CONTINUA LA SUA VOCAZIONE AD ESSERE LA “FONTANA DEL VILLAGGIO”

  • 12/06/2021
  • Don Gabriele

RINVIGORITA DALL’INCONTRO COL SUO SIGNORE, LA PARROCCHIA CONTINUA LA SUA VOCAZIONE AD ESSERE LA “FONTANA DEL VILLAGGIO”

Cari fratelli e sorelle, il Papa S. Giovanni XXIII definì la parrocchia "fontana del villaggio". In un villaggio la fontana è punto di raccolta, dove tutti attingono acqua; è luogo di incontri, di racconti, di condivisione di vita; quella fontana è per tutti, non fa differenze o preferenze di persone, elargisce acqua gratuitamente e non chiede cittadinanza, nazionalità, ceto e censo … Così la parrocchia in un territorio è per tutti, credenti e non credenti, anche se non può e non deve rinunciare alla sua identità: "casa di Dio tra le case degli uomini". Prossimità di Dio verso ogni uomo, luogo in cui il Vangelo si fa storia, la parrocchia si pone nel territorio come comunità che fa la differenza. Profezia del regno di Dio, la parrocchia annuncia non solo "cieli nuovi" ma anche "terre nuove", cioè la possibilità di "rinnovare la faccia della terra", assumendo e vivendo logiche e stili di vita che sanno di futuro, il futuro di Dio che irrompe nell'oggi dell'uomo. E ciò richiede pazienza, testimonianza, fede matura da parte di chi vive la parrocchia.

Le prime comunità cristiane, germe e modello delle attuali parrocchie "godevano stima in tutta la città", non perché erano cantieri di iniziative, laboratori di pensiero o ritrovo di gente unite dalle stesse idee, dallo stesso sistema morale …, ma semplicemente perché "si volevano bene". E l'annuncio del Vangelo, con la sua forza di radicamento prima ancora nei cuori e poi nella storia, si realizzava proprio grazie all'amore vicendevole che creava comunione, a tal punto da provocare in tutti un senso di stupore e di attrazione: "guarda come si vogliono bene". "E la Parola di Dio si diffondeva e molti abbracciavano la fede". Oggi, per le nuove e inattese sfide che la gente è chiamata a vivere, per le problematiche che strangolano le nostre famiglie, per lo smarrimento del mondo giovanile, qualcuno pensa che la parrocchia, come istituzione, sia superata o addirittura inutile. Ma, come ho già avuto modo di scrivere, pensate solo per un momento a Castiglione senza la parrocchia, la sua vita, le sue chiese, la sua prossimità, il suo invito alla misura alta della vita… Vorrei tanto che la nostra parrocchia – arricchita dai quattro intensi giorni di adorazione, che abbiamo vissuto – fosse segno e strumento di comunione in una società lacerata da discordie e divisioni; fosse testimonianza della verità in un contesto che spesso maschera falsità e sotterfugi; che per chi ha fame di pane, e dignità, fosse spazio di accoglienza; per chi cerca Dio, fosse luogo di incontro con Lui.

Anni fa, in un colloquio avuto con un giovane, egli mi comunicò la sua decisione di allontanarsi dalla Chiesa perché non accettava le contraddizioni che in essa si vivevano, ma, allo stesso tempo, mi manifestò il suo stupore, considerando la Chiesa l'unica istituzione che si prende cura dell'uomo dal suo nascere fino al suo morire. Ecco allora il vero senso della presenza della parrocchia in un territorio: madre tenera e discreta compagna di viaggio di ogni uomo. "Fontana del villaggio", la parrocchia rende udibile in un determinato territorio la parola di Gesù rivolta ad ogni uomo: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi: io vi ristorerò”.

Il vostro parroco

Don Gabriele

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