"EGLI VI PRECEDE"

  • 04/04/2021
  • Don Gabriele

“EGLI VI PRECEDE”

Cari fratelli e sorelle, nel vangelo secondo Marco, che sarà proclamato durante la Veglia Pasquale, l’angelo della risurrezione dice alle donne, che si erano recate al sepolcro per ungere il corpo morto del Signore Gesù: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Mi ha colpito molto questa espressione: “Vi precede”. Riflettendo, mi pare di aver capito che in questa azione di Gesù sta racchiuso tutto il senso della Pasqua. Gesù sempre ci precede. Apre la strada. Non ci dice: “Arrangiatevi”. No, egli va avanti prima di noi e poi ci chiama. Questo: “Vi precede” mi dà molta fiducia, perché si radica in un’esperienza che ha fatto Lui, e dalla quale è uscito vincitore, e che adesso propone a me e a te. Gesù ci precede in tutto: nell’adesione alla volontà del Padre, nell’amore ai fratelli e alle sorelle, nell’aprire strade nuove, inedite, nell’usare un linguaggio mai sentito. Ci ha preceduto nella morte, ma ci ha preceduto anche nella vita risorta. A me questo annuncio “Vi precede” dà molta sicurezza e ha una ripercussione positiva su tutta la vita. Colui in cui crediamo non è digiuno della faticosa esperienza del vivere e del morire, così come non è digiuno dell’insopprimibile desiderio di vita piena e felice che ci contraddistingue come uomini e donne. “Vi precede” è dunque un invito a fare l’esperienza stessa di Gesù, a scommettere sul suo Vangelo, a spendere generosamente la vita nella prospettiva delle sue scelte. Ciò che sembrava essere il fallimento della vita e del messaggio di Cristo – una tomba – è diventato il luogo di un annuncio liberatorio. Proprio lì, proprio in quel luogo, che noi associamo alla morte, è venuta questa parola nuova: “Non è qui. E’ risorto! Vi precede in Galilea!”. Ci precedi, Signore, e noi siamo felici perché abbiamo qualcuno in cui riporre fiducia. Ci precedi, Signore, e così non abbiamo più paura del cammino, anche quando si inerpica per una valle oscura. Ci precedi, Signore, e ogni tanto ti volti per vedere se ti seguiamo, per capire se la stanchezza o il dubbio ci ha bloccati, per darci la voce. Nel sentiero a volte tortuoso nel nostro vivere non farci mai mancare questa certezza: ci precedi. Nella fatica di incarnare e annunciare il tuo messaggio, sostienici con questa sicurezza: ci precedi. Nel sofferenza di vedere i tuoi figli che si sono allontanati da te e seguono altri cammini, non ci lasci mancare la speranza che torneranno a te: ci precedi. Amato Signore, non smettere di precederci e donaci di raggiungerti come i discepoli sulla riva del lago di Tiberiade ove hai preparato il tuo cibo per noi, la tua Eucaristia, nella quale sempre ti troviamo. Buona Pasqua, miei fratelli e sorelle. Colui che ci precede non ci lascia soli: in lui ci scambiamo gli auguri, perché solo in lui trovano la loro verità.

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