CON IL CUORE GONFIO DI SDEGNO E DI COMMOZIONE

  • 15/03/2021
  • Don Gabriele

Mentre un Vecchio vestito di bianco arrivava in Irak e, zoppicando con evidente fatica, portava il messaggio di riconciliazione a popoli stremati dalla guerra, dalle violenze, dal fanatismi (e non dimentichiamo che un altro Vecchio, Giovanni Paolo II, aveva fatto di tutto perché non si scatenasse la guerra in quella parte del mondo nel 1991, prevedendo che cosa sarebbe successo in seguito), in Italia, a Sanremo, andava in onda uno spettacolo dissacrante, volgare, lesivo della fede di milioni di persone, tanto che il Vescovo locale si è sentito in dovere di intervenire con una nota pastorale. Ed è intervenuta anche l’Associazione Italiana Esorcisti, perché nei testi di alcune canzoni c’erano evidenti riferimenti al demoniaco. E ad essere dissacrati sono stati quella fede e quei simboli che nell’infuriare della pandemia sono stati il sostegno e il conforto di molti. Non ci sono parole sufficienti per esprimere il dissenso di fronte ad uno spettacolo tanto vergognoso. E lasciamo stare la qualità della musica … C’è un detto latino, fatto proprio poi anche dalla Chiesa, che dice così: “Quos Deus perdere vult dementat prius”, che significa: “Coloro che Dio vuole portare alla rovina, prima li priva di senno”. San Remo di quest’anno è stata una manifestazione priva di senno. Senza parlare dei compensi ottenuti dai conduttori e affini, mentre famiglie intere sono in gravi ristrettezze economiche. Quando poi ho visto il Papa celebrare là dove l’Isis aveva fatto piazza pulita dei cristiani, delle loro chiese, delle loro tradizioni ho preso coscienza ancora una volta che la risurrezione di Gesù avrà la meglio su tutto. E mentre il Vecchio Papa incoraggiava i cristiani irakeni, anch’io mi sono sentito incoraggiato: “Non prevalebunt!”, le porte dell’Inferno, cioè, non prevarranno mai, mai.

Il vostro parroco

Don Gabriele

SAN GIUSEPPE

“Io invece presi per mio avvocato e patrono il glorioso S. Giuseppe, e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio Padre e Protettore mi aiutò nella necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute della mia anima. Ho visto chiaramente che il suo aiuto mi fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare. Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessione di questo Santo benedetto. Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede”.

Questo scrive S. Teresa d’Avila su San Giuseppe e questo vi consegno, avvicinandosi la sua festa, nell’anno a lui dedicato.

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