ASCENSIONE E PENTECOSTE

  • 28/05/2022
  • Don Gabriele

ASCENSIONE E PENTECOSTE

Cari parrocchiani,

il tempo pasquale volge al compimento con le solennità dell’Ascensione del Signore e della Pentecoste. Il tempo intercorso fra la Risurrezione e l’Ascensione è stato il periodo in cui il Signore Gesù “ha dato istruzioni ai suoi apostoli che si era scelto nello Spirito Santo”, come dicono gli Atti; queste “istruzioni”, attraverso gli apostoli e i loro successori sono giunte fino a noi. Poi Gesù – vero Dio e vero uomo – sale al Padre, rendendo manifesto come il posto dell’uomo sia vicino a Dio, meglio, come il luogo del dimorare permanente e definitivo dell’uomo sia l’intima comunione con il Padre. L’ascensione di Gesù fa parte della sua glorificazione ed allude al mistero del suo ritorno definitivo, quando apparirà sulle nubi del cielo, come dice la Scrittura, e ogni uomo lo vedrà, anche quelli che lo trafissero. Certamente coloro che lo hanno trafitto allora, ma anche noi che lo trafiggiamo ogni giorno con i nostri peccati: così contempleremo attraverso le sue ferite – come dice San Bernardo – l’arcano del suo cuore, cioè l’amore che si dona e genera salvezza. Secondo la sua promessa, il Signore Gesù, salito al Padre, effonde sulla Chiesa, riunita nel Cenacolo, il suo Spirito, e così questa Creatura si anima, si articola, si espande, annuncia la Parola, infonde la vita di Dio attraverso i sacramenti della fede, vive l’amore fraterno. Se a Natale – come dice S. Leone Magno – nasce il Capo del Corpo della Chiesa, cioè Cristo, a Pentecoste nasce questo Corpo, composto di molte membra, ciascuna necessaria alle altre. La settimana dunque che trascorre fra l’Ascensione e la Pentecoste ripropone alle comunità cristiane l’esperienza del Cenacolo, dove Maria e gli Apostoli attendono il dono dello Spirito Santo. Vogliamo vivere anche noi così questa settimana. Ci aiuterà la liturgia di ogni giorno. Il giorno di Pentecoste sia giorno di festa grande per tutta la parrocchia. Vi attendo numerosi alla Santa Messa, ai Vespri e alla Confessione. Il luogo per eccellenza dell’effusione dello Spirito è la preghiera: quella liturgica e quella personale.

don Gabriele

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