LA QUARESIMA HA UN CENTRO: LA PASQUA DI GESU' MIRANDO ALLA GIOIA, SI SOTTOPOSE ALLA CROCE (Eb 12,2)

  • 10/02/2024
  • Don Gabriele

LA QUARESIMA HA UN CENTRO: LA PASQUA DI GESU'

MIRANDO ALLA GIOIA, SI SOTTOPOSE ALLA CROCE (Eb 12,2)

Cari fratelli e sorelle. Inizia la Quaresima. Si aprirà con un po’ di cenere posata sulla nostra testa, accompagnato da un avvertimento: "Convertitevi e credete al Vangelo" cioè: cambiate il vostro modo di pensare e acquisite quello del Vangelo. La Quaresima deve sì richiamarci alla caducità della vita, alla fragilità della vita - "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" - deve sì richiamarci alla necessità dell'ascesi, della penitenza, perché altrimenti si resta sempre eterni bambini, canne che si agitano secondo il vento della moda, ma soprattutto la Quaresima va letta come uno straordinario Vangelo, come Buona Notizia, come un grande annuncio di vita e di speranza, di liberazione, di rinnovamento e di crescita.

Lasciatevi riconciliare con Dio (2 Cor 5,20).

Al centro della Quaresima deve stare Dio. La Quaresima deve essere dominata dall'aspetto teologico, dalla Pasqua, dal Battesimo: prima sta Dio, prima sta la grazia, prima sta il Vangelo, prima sta il sacramento: da qui sgorgano la morale e l'ascesi cristiana. La Quaresima è e deve diventare il tempo dello stupore per le parole di Gesù, per i gesti di Gesù, per la Pasqua di Gesù, per la sua morte, per la sua resurrezione. E quando un cristiano ammira Gesù, le sue parole, i suoi gesti, la sua Pasqua, si lascia condurre, a poco a poco, a ripetere, a diventare memoria delle parole, dei gesti di Gesù. E questa è la conversione: uno è così affascinato da Gesù, dalla sua vita, dalla sua vicenda, dalle sue parole che dice: vorrei essere anch'io così, parlare così, sentire così, agire così, essere libero così verso le cose, verso le persone, capace di amare e di perdonare così. La Quaresima va vista come esodo, come liberazione, come cammino verso la libertà e verso la carità, verso la Pasqua, cioè verso il diventare uomini nuovi: più rimandiamo la nostra conversione, più la nostra vita cristiana sopravvive ma non vive. Ed è peggio perché i nostri difetti, i nostri limiti aumentano sempre di più. Più rimandiamo la nostra conversione, più rimandiamo la nostra liberazione e la nostra felicità. Se stanno queste cose, il tempo di Quaresima è allora un tempo di grazia, è un tempo di liberazione, è un tempo di crescita, è un cammino di conversione. È la primavera di noi cristiani e della Chiesa.

Ma tutto questo può capitare e capiterà ad una condizione: se tutti noi vivremo e metteremo in pratica:

Laceratevi il cuore e non le vesti,

ritornate al Signore nostro Dio,

perché egli è misericordioso e benigno (Gl 2,13.

Laceratevi il cuore ... il cambiamento va fatto lì, nel cuore. È lì che noi vogliamo cambiare.

Noi siamo disposti a stracciare le vesti, a cambiare qualcosa, a pregare un po' di più, a donare un po' di più, a fare piccoli lavori di 'maquillage', di trucco, ma non basta!

"Laceratevi il cuore" ... dobbiamo lì operarci, con il 'bisturi' della Parola di Dio, del Vangelo.

Il vostro parroco

Don Gabriele

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