IL SALUTO DI DON MANUEL

  • 14/09/2023
  • Don Gabriele

IL SALUTO DI DON MANUEL

In questi giorni, tra uno scatolone e l’altro ho provato a cercare di mettere insieme alcuni pensieri che potessero descrivere e esprimere questa mia esperienza a Castiglione. Era il 17 settembre 2015 quando entrai a far parte di questa comunità come sacerdote dell’oratorio, senza dimenticare l’esperienza vissuta in questa comunità come giovane seminarista dal 2008 al 2011. Ben 11 anni! Eppure sono volati così velocemente! Sono grato al Signore per i giorni che ho vissuto tra voi, dove abbiamo toccato con mano, insieme, le gioie e le attese come anche le fatiche e i dolori di una comunità che reputo bella! Il primo amore non si scorda mai, così dice un detto. Penso sia proprio così. Castiglione non potrò dimenticarla così facilmente ora che “parto” per Codogno. Come ho già detto, la “partenza” di un sacerdote per un’altra parrocchia, ad un certo punto risulta essere necessaria; necessaria non tanto perché uno non si trovi bene nel luogo in cui ha svolto il ministero per diversi anni, ma necessaria perché il respiro della chiesa è universale, lo spirito soffia dove vuole e spinge ciascuno di noi su strade nuove e inaspettate! Questo vale anche per le comunità che vedono al loro interno alternarsi sacerdoti e religiosi: la bellezza della Chiesa sta anche in questo! Con questo semplice scritto vorrei esprimere la mia gratitudine al Signore e a ciascuno di voi. È stato più quello che ho ricevuto in questi anni di quello che ho dato: per questo motivo sono debitore nei vostri confronti. La comunità cristiana aiuta ogni sacerdote a crescere umanamente e spiritualmente per questo vi sono debitore e vi ringrazio.

Voglio ringraziare con affetto i sacerdoti con i quali ho condiviso responsabilità e impegni: con loro ho sempre cercato di coltivare rapporti di grande cordialità. Ringrazio don Gabriele per la sua vicinanza, l’attenzione nei miei confronti e la condivisione di lavoro che abbiamo vissuto insieme. Non posso dimenticare gli anni vissuti insieme a don Gino e don Abele i quali, attraverso la loro esperienza di vita sacerdotale, mi hanno insegnato molto e mi hanno fatto gustare la bellezza dell’essere sacerdote di Gesù.

Al di là di quanto siamo riusciti a costruire, credo che l’esempio di fraternità sacerdotale abbia costituito una bella testimonianza alla nostra comunità cristiana. Sono convinto che il contributo pastorale più efficace che noi sacerdoti possiamo offrire è lo “spirito di fraternità” che tiene unito tutto, nonostante le diversità, per il bene di tutti.

Ringrazio le Suore e le tante persone che hanno collaborato con autentico spirito ecclesiale, in modo particolare tutti i volontari della parrocchia e dell’oratorio. Ringrazio i bambini e i ragazzi con le loro famiglie, i giovanissimi e i giovani con i quali abbiamo vissuto esperienze indimenticabili, ripenso ai giorni del grest, ai campi estivi nei mesi di luglio e alla GMG di Lisbona. In modo particolare rivolgo ai giovani le parole che papa Francesco ha rivolto ai giovani di Lisbona invitandoli a rendersi responsabili nelle comunità cristiane attraverso il servizio che nasce dall’amore per Gesù. Dice papa Francesco: "Chi ama non sta con le mani in mano, chi ama serve, chi ama corre a servire, corre a impegnarsi nel servizio agli altri".

Con la gratitudine sento di dover chiedere perdono per i limiti della mia persona, per il bene che avrei potuto fare.

Rivolgo un pensiero riconoscente e un saluto agli ammalati: la loro preghiera e la loro sofferenza sono davvero un dono prezioso per la vita della parrocchia. Li ringrazio di cuore.

Concludo con un pensiero al caro padre Enrico Uggè che ho potuto incontrare nel 2019 nei luoghi dove opera come missionario del PIME in Brasile. L’esperienza missionaria mi ha insegnato molto e in modo particolare mi ha aiutato a fare mia una parola: Devagar che significa Adagio, lentamente. Le cose fatte di fretta spesso non vengono bene. In questo lentamente, ci sta tutta la missione: accorgerci degli altri!! È in questo adagio che noi possiamo accorgerci degli altri, possiamo accorgerci della presenza di un Dio che cammina fianco a fianco con noi e da questa vicinanza capire tante cose. In questo devagar mi sono accorto che poi non tutto è male, non tutto è brutto: fermati un attimo, guarda, scruta, prega, scopri, parla, ascolta. Basta solamente fermarsi un po', riflettere e saper dire ogni giorno il nostro Grazie per tutto quello che abbiamo, grazie per tutto quello che ancora una volta abbiamo la possibilità di conquistare. Waku!! Così direbbero gli indios Saterè Mawe. Waku Castiglione!

Don Manuel

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