LA PARTECIPAZIONE ALL’EUCARISTIA … COME?

  • 08/05/2022
  • Don Gabriele

LA PARTECIPAZIONE ALL’EUCARISTIA … COME?

Cari fratelli e sorelle, per un battezzato, un discepolo di Gesù, la partecipazione alla liturgia, in specie alla celebrazione domenicale dell’Eucaristia, non è opzionale, nel senso che uno non può decidere di parteciparvi o no, senza che succeda qualcosa nella sua vita. La partecipazione all’Eucaristia – il ritmo degli otto giorni – è di natura apostolica e quindi stabilisce qualche cosa di essenziale. Detto in altri termini: chi non partecipa alla Messa della domenica per colpa (non essendo cioè impedito da nulla di grave) difficilmente può essere ascritto al numero del discepoli di Gesù e dirsi perciò cristiano. Torno quindi ad invitare tutti i cattolici di Castiglione a partecipare alla Messa domenicale. Non ci si meravigli poi, in caso contrario, quando si viene a chiedere al parroco il nulla-osta a fungere da padrino al battesimo o alla cresima di qualcuno, se egli si trova in imbarazzo a confermare l’idoneità a svolgere questo ruolo così importante ad una persona che non partecipa alla Messa della domenica. Vorrei però dire qualche parola anche a quanti lodevolmente partecipano all’Eucaristia domenicale allo scopo di suggerire una partecipazione ancor più autentica. Il Concilio Vaticano II (ma anche precedenti documenti), parlando delle modalità di partecipazione alla liturgia, ha sottolineato tre aggettivi: consapevole, attiva, fruttuosa. Consapevole: si tratta cioè di sapere ciò a cui si partecipa, sapere cioè perché si è lì. Nella Messa, per esempio, si rinnova il mistero pasquale. Che cosa vuol dire? Vuol dire che proprio in questa Messa a cui partecipo è presente lo stesso impeto di amore che ha condotto Gesù ad anticipare nell’Ultima Cena il sacrificio della croce e la verità della resurrezione. Dicendo: “Fate questo in memoria di me” ed adempiendo noi il suo comando, siamo “tirati dentro” a quei fatti e ne diventiamo compartecipi; facendo poi la comunione riceviamo in noi lo stesso Cristo, il crocifisso risorto, che è il Signore della vita. L’Eucaristia non è stata donata a noi 2000 anni fa è adesso va avanti per forza di inerzia: ogni volta che partecipiamo ad essa siamo raggiunti da Cristo e siamo salvati. E’ importante avere questa consapevolezza. Attiva. Una partecipazione attiva consiste nel farsi pienamente coinvolgere sia esteriormente sia interiormente da ciò che viene celebrato: si canta, si risponde, si compiono i gesti previsti dal rito, ma avendo l’accortezza di non rimanere in superficie. Faccio un esempio: la Parola che si ascolta non interessa solo il senso dell’udito, ma soprattutto il cuore: se io sento risuonare una Parola, ma non l’ascolto e non la trattengo col cuore, non vivo una partecipazione attiva alla liturgia. Qualche volta si sente dire: “La Messa non mi dice niente”; ma come la vivi la Messa? Sei solo seduto su una sedia aspettando che finisca il prima possibile, oppure ascolti, ti lasci coinvolgere, ti lasci “toccare” da quel che senti e che vedi così da “assaporare” ciò che stai celebrando? Fruttuosa. La partecipazione è fruttuosa innanzi tutto se si è in grazia di Dio, se si è liberi dal peccato grave che impedisce di gustare ciò che vien detto nella Parola, viene fatto attraverso i riti, viene significato attraverso i colori, i profumi etc.. E’ fruttuosa se abbiamo in noi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, cioè l’amore per il Padre e l’amore per i fratelli. Non sarà fruttuosa una partecipazione all’Eucaristia se non prego mai, se Dio è per me come uno sconosciuto; non sarà fruttuosa se odio qualcuno, se pianifico di fare il male a qualcuno e via dicendo. Non sarà fruttuosa l’Eucaristia se compio scelte che sotto il profilo morale non sono in linea col Vangelo in campo personale, di coppia, sociale, professionale etc.. Facciamo in modo, noi che ancora partecipiamo all’Eucaristia domenicale, di gustarne l’intrinseca bellezza, di superare la tentazione di volerla veloce e scarna, come se si trattasse di adempire solamente un dovere (benché sia anche un dovere!) da sbrigare il più velocemente possibile. Insistiamo con le giovani generazioni, non dandoci per vinti circa il loro disimpegno. Dicevo qualche domenica fa: se non riceviamo la vita dai sacramenti della Chiesa dove andremo a prenderla? Mi permetto di dire ai genitori che hanno i figli in età scolare di non scusarli troppo facilmente quando “perdono la Messa” e di usare al proposito lo stesso metro di misura che usano per la scola. Non si permette, infatti, giustamente, ad un figlio di disertare la scuola; perché allora gli si permette di disertare la Messa della domenica? Basta usare lo stesso metro che si usa per la scuola: capiranno che è importante e un giorno ringrazieranno.

don Gabriele

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